Identità, incontro ed educazione per un modello italiano di integrazione
Identità e Incontro
Il Piano nazionale per l’integrazione nella sicurezza - Identità e incontro, promosso dai ministeri del lavoro, dell'interno e dell'istruzione, si basa su cinque principi basilari di integrazione:
1 - Educazione e apprendimento
La scuola per i minori (con l'adozione del Piano nazionale per l'apprendimento e insegnamento dell'italiano L2 nelle scuole) e il lavoro per gli adulti (adeguando l'istituto delle 150 ore di formazione riservate al lavoratore relativamente a questi nuovi bisogni), sono i luoghi dove l'apprendimento della lingua italiana e dei valori costituzionali su cui si basa il nostro Paese vengono veicolati in modo preminente.
2 - Lavoro
Programmazione dei flussi in coerenza con le effettive capacità di assorbimento della forza lavoro. Promozione di un'adeguata formazione e informazione dei lavoratori nei paesi di origine. Sviluppo di un sistema di riconoscimento e certificazione delle competenze professionali che consenta al lavoratore straniero di inserirsi in maniera adeguata sul mercato, anche in prospettiva di un suo rientro nel Paese di origine. Sviluppare accordi al fine di permettere la riscossione certa e completa dei contributi previdenziali versati in Italia dal lavoratore immigrato che desidera tornare in patria.
3 - Alloggio e governo del territorio
Qui bisogna prendere in considerazione l'accesso alla casa da parte degli immigrati (valorizzazione e diffusione di iniziative riguardanti alloggi offerti a rotazione ai lavoratori stranieri, facilitazioni nell'accesso al credito), ma anche la necessità di favorire la costruzione di un Patto sociale nel rispetto delle regole di convivenza civile.
4 - Accesso ai servizi essenziali
Favorire il rapporto con la burocrazia e con l’accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso un’opportuna formazione di operatori e mediatori.
5 - Minori e seconde generazioni
In aderenza a tutte le norme nazionali e internazionali, la tutela del minore deve essere piena e incondizionata, a prescindere dalle modalità di ingresso nel territorio italiano degli stessi. Particolare attenzione deve essere rivolta ai minori non accompagnati con la creazione di una rete per una più equilibrata distribuzione sul territorio e un miglioramento delle attuali modalità di presa in carico dei minori (istituzione di forme temporanee e flessibili di affido).
Tra gli strumenti individuati dal piano, la creazione del Portale dell'integrazione, un luogo di raccolta e scambio di buone pratiche promosse sia a livello nazionale che locale, che, rivolgendosi direttamente agli immigrati, fungerà da sportello unico virtuale dove reperire tutte le informazioni istituzionali in modo interattivo.
Fonte: www.governo.it del 10/06/2010
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